Le neuroscienze e il cambiamento

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In questo interessante articolo pubblicato sul Sole24Ore, Come le neuroscienze aiutano nella gestione delle persone di Gian Maria Zapelli, si evidenzia che la nostra mente abbia comportamenti tutt'altro che Agili. Resiste al cambiamento perchè tenta di autoconservarsi, di non provare dolore.

E' innegabile però che chi ha fatto il passaggio da una metodologia tradizionale di project management ad una più agile ha fatto prima di tutto un cambiamento di mentalità. Ironicamente verrebbe da chiedersi se siamo quindi di fronte ad un nuovo paradosso stile Einstein-Podolsky-Rosen?

L'autore dell'articolo sostiene che: "Fortunatamente nella corteccia pre-frontale, solo negli esseri umani, è presente un circuito cerebrale che mette a disposizione due risorse fondamentali, dedicate a completare, se non addirittura contrastare e mutare, il resto della mente. Queste due straordinarie risorse sono il dubbio e l'autocontrollo."

Quindi esercitiamo prima il dubbio, per scardinare comportamenti che non ci appartengono più poi agiamo con l'autocontrollo che ci aiuta ad attuare i nuovi modi, con disciplina e determinazione, al fine di ostacolare il continuo riemergere dei vecchi comportamenti.

Cambiare quindi non è un movimento "verso qualcosa" ma un movimento "da dentro". 

Le neuroscienze ci danno ora la dimostrazione di quello che tutti noi agilisti ma in generale, amanti dei cambiamenti, attuiamo quotidianamente.

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